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Per chi vanno fatte le cose

Ore 03:19 ~ Alla fine di una giornata assurda.

Di quell’assurdo tra il surreale e l’assurdamente figo.

Tipo, a questo livello.

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[Day Striders] Scavenger Jazz

Ore 17:49 ~ Dopo aver lavorato ad Unity3D

Dopo aver controllato sulla mia lista dei post mi accorgo che non ho postato da ben 20 giorni! Scusatemi. Sono stronzo.

Per farmi perdonare vi farò vedere uno screenshot di quello che ho guardato negli ultimi giorni…

Perchè, dei, PERCHÈ?!?

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[Day Striders] Svegliarsi accorgendosi di aver già postato qualcosa

Ore 17:06 ~ Di nuovo online dopo che la luce è mancata per un’ora.

Ora nella quale sono andato a fare la spesa, in realtà. Solo per scoprire che il Blackout aveva colpito tutta la zona dove mi trovo, quindi non c’era corrente neanche nei supermercati. Non so che sia successo.

MA!

Ho trovato uno scaffale pieno di quelle cose che si mangiano a Natale! 😀

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E proprio quando pensi di non voler scrivere niente…

Ore 00:11 ~ Superflash

Beh, fondamentalmente, torno a casa da Skodsborgvej in Virum, un posto che non ho ancora capito dove si trovi, dopo avere fatto 20 minuti a piedi sotto la pioggia, 5 di treno verso Holte, 5 di bestemmie perchè ci sono 3 fermate dell’autobus  e 30 per arrivare alla fermata di Egedal Kirke in Kokkedal, solo per guardarmi un episodio anime prima di andare a dormire.

Uno screenshot del nono episodio di “Mayo Chiki!”

Oh, facciamoci due risate con “Mayo Chiki!” e poi... MAPORCADIQUELLAPUTT...

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Jazz Crawler

Ore (“Omioddiosonopropriole”) 2:58 ~ Tornato a casa da Copenhagen.

Problemi. Ci sono state “complicazioni elettroniche” nelle stazioni della capitale danese, a quanto mi ha detto la speaker dagli altoparlanti. Venti minuti di ritardo del treno.

“LOL. E cosa vuoi che sia?” mi sono detto. E grazie a quello sono riuscito a comprarmi il carnet da dieci biglietti per andare a Copenhagen (Unito all’abbonamento), una bottiglietta d’acqua ed un kebab, mangiare il kebab ed ancora aspettare. Ed io che avevo paura di dover correre.

Poi sono tornato a casa con l’autobus notturno.

E per sopravvivere alla serata di cosa ho avuto bisogno?

Una foto di una cartina di Copenhagen, di un libretto degli autobus notturni ed una bottiglietta di “Firefly”

Non molta roba.

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[Day Striders] Night Crawlers

Ore 10:23 ~ Tutti i muscoli del corpo che mi fanno male, musica a basso volume nelle orecchie.

Sapete perchè non bevo Coca~Cola la sera?

Una foto della vista da casa mia alle 5 del mattino

Era da un bel po', eh? (Also, maledetto HDR.)

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Another Night, Another Report

Ore 00:44 ~ Settimane che non scrivo più nulla, ed ora torno per dire cosa? Puttanate, probabilmente. In realtà volevo soltanto scrivere due cazzatine prima di tornare alla mia serata di scrittura, plottaggio, GIMP (Macazz…), ecc.

Prima di scrivere quello che volevo scrivere beccatevi uno di quei soliti screenshots che vi piacciono tanto…

Screenshot sello stato del computer di Jazzinghen.

LaTeX, Scicos, GIMP! Cazzo, ragazzi, se ne esco vivo mi dovete fare santo.

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Pasquissima!

Ore 00:33 ~ Domani mattina devo andare ad insegnare matematica di nuovo, come stamattina.

“Come?” farete voi, guardando al vostro calendario, notando che domani è Pasqua. Sì, comunque, secondo voi perchè sono quì davanti al portatile a mezzanotte e mezza, bevendo Mojito da quattro soldi ed ascoltando la miglior canzone di questi tempi?

Una mia foto rovinato dopo una serata in giro e quindi Mojiti da quattro soldi

Notiamo perfavore il Mojito che copre il volto, La pila di fumetti da leggere a sinistra e la sovraesposizione tipica di una pippa in fotografia (Almeno non ho usato il flash).

Eh, bella domanda.

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Uno schermo, una tazza di tè e degli occhi stanchi.

Ho passato dei giorni a casa ammalato. Non che non mi sia mai capitato, in realtà, però mi fa sempre riflettere.
Come adesso. Era a braccia consorte, seduto sulla mia sedia da studio, vecchia ormai di una decina d’anni, e mi stavo riposando, in tranquillità. Non mi succedeva da moltissimo.
Ed ho capito. Camera mia è solo una stanza, normalmente. Ma dopo mezzanotte diventa il mio regno. Mentre si scalda il termosifone sotto la scrivania, mentre fuori piove, mentre il tè si raffredda, io mi sento veramente a casa. Con tutte quelle cose intorno che la rendono unica: borraccia in alluminio, pila di libri per terra, schermi per il PC, un vecchio lettore CD fisso della Sony. Cose che hanno tutti, ma differenti.
La mia vita è fatta, in pratica, per passare più tempo possibile fuori: università, amici, Taiji. È per quello che devo utilizzare il tempo che mi rimane di notte per fare ciò che amo e, purtroppo, stare ammalato rovina questa cosa.

E detto questo torno a godermi il mio tempo, seppur limitato.